Dialogo tra Diana Bracco, Presidente Fondazione Bracco e Stefano Caselli, Prorettore per gli Affari Internazionali, Università Bocconi
11:30 - 12:00
10:00 - 10:30
Alcuni importanti interventi legislativi degli ultimi mesi, come l’ultima Legge di Bilancio o la Riforma del Terzo Settore, aprono nuove e importanti opportunità per il mondo dell’innovazione sociale tra le quali spicca la possibilità di raccogliere fondi on-line offrendo al pubblico la possibilità di sottoscrivere sui portali di equity-crowdfunding autorizzati quote di capitale di rischio di aziende innovative o a vocazione sociale, divenendone soci a tutti gli effetti. La voglia di sperimentare e lo spirito collaborativo che da sempre ispirano chi si occupa di finanza responsabile ha già dato vita a delle importanti alleanze di cui si parlerà in occasione dell’evento e che forniranno lo spunto per aprire una riflessione sugli scenari che vanno delineandosi nel prossimo futuro, coinvolgendo direttamente gli operatori che si propongono di esserne tra i protagonisti.
12:00 - 13:00
Sostegno alle aziende attente alla sostenibilità, attività di formazione, supporto alle nuove imprese, organizzazione di studi, ricerche, eventi: sono sempre di più gli enti locali impegnati in percorsi di valorizzazione del territorio. L’incontro sarà l’occasione per conoscere diversi programmi e iniziative finalizzate a creare realtà competitive e responsabili promuovendo la partecipazione dei diversi portatori d’interesse.
9:30 - 11:30
a cura di Fondazione Global Compact Italia La gestione della catena di fornitura consiste nel “riuscire ad avere il prodotto al posto giusto, al prezzo giusto, al momento giusto, alle giuste condizioni” (R. Blackwell, 1998). L'inclusione dei temi di sostenibilità nelle attività di gestione della catena di fornitura implica una volontà da parte delle organizzazioni di misurare, monitorare e valutare le proprie performance tenendo in considerazione il trade off esistente tra le dimensioni economica, sociale e ambientale, nell'ottica della triple bottom line. Tale approccio consente alle aziende di avere una visione complessiva e soprattutto strategica della catena di fornitura, capace di andare oltre la mera gestione del rischio. La creazione, protezione e implementazione del valore sociale, ambientale ed economico per tutte le parti coinvolte nella catena del valore consente infatti di: proteggere la redditività e la licenza ad operare nel lungo termine; ridurre i costi di approvvigionamento e di distribuzione; definire relazioni di cooperazione e coordinamento con i propri fornitori; migliore la soddisfazione dei propri clienti e creare nuove opportunità e innovazione. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che definisce gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile al 2030, integra per la prima volta, nell’obiettivo di sviluppo 12, la dimensione di “consumo e produzione sostenibili”. L’intrinseca natura trasversale del tema, che in precedenza non aveva consentito un suo pieno inserimento nelle politiche settoriali e nelle agende istituzionali, risulta oggi un elemento di forte integrazione dell’Agenda stessa. Il contributo all’SDG 12 – che nel target 12.6 chiama direttamente in causa il settore privato - consente infatti agli attori economici e dello sviluppo di superare un approccio “per silos” alle tre componenti dello sviluppo sostenibile, fornendo connessioni chiave tra la gran parte dei restanti 16 SDGs e relativi target.
11:00 - 11:30
A cura di Giovanna Pezzuoli e Luisella Seveso. Tra carriera lavorativa e vita privata, le 100 scienziate italiane più autorevoli raccontano in prima persona l’emozione e la determinazione nell’arrivare a traguardi di prestigio. Numerose ricerche sull’informazione continuano a dimostrare che le donne sono raramente interpellate dai media in qualità di esperte. Secondo i risultati del Global Media Monitoring Project 2015, il più ampio e longevo progetto di ricerca sulla visibilità delle donne nei mezzi d’informazione, radio, stampa e TV italiane danno molta più visibilità agli uomini che alle donne (79% vs il 21%). In particolare, tra gli esperti le fonti femminili sono soltanto il 18%. A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini. Eppure le donne esperte ci sono. E possono svecchiare un linguaggio mediatico che, ignorando le esperte, trascura i segni del tempo e disconosce l'apporto delle donne in tutti i diversi ambiti della società, dalla politica alla scienza. Per questo l’Osservatorio di Pavia e l’associazione GiULiA, in collaborazione con Fondazione Bracco e con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, hanno lanciato #100esperte, una piattaforma online che raccoglie 100 nomi e CV di esperte nell’ambito delle STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), un settore storicamente sottorappresentato dalle donne e al contempo strategico per il nostro Paese. Un sito che si propone anzitutto come strumento di ricerca di fonti femminili competenti per giornaliste e giornalisti, ma anche come risorsa di voci prestigiose e autorevoli che possono contribuire al dibattito pubblico, dentro e fuori i media. A completamento della banca dati, questo libro vuole dare la parola alle 100 scienziate, matematiche e informatiche, astrofisiche e chimiche, neuropsichiatre e biologhe che raccontano in prima persona la loro vita, le loro emozioni, la loro determinazione nell’arrivare a traguardi di grande prestigio. Quindici di loro si descrivono diffusamente, mentre le altre si presentano con brevissimi tweet che danno un’immagine incisiva della loro professionalità e umanità. La scienza è cultura e come tale deve incoraggiare diversità e pari accesso alle opportunità.